a volte mi capita di ascoltare quando so di non poter più sentire…
e mi ritrovo ad ascoltare nella sala d’attesa di una stazione, ed ascolto le parole che avevo messo da parte per riprenderle nel momento opportuno…
fa freddissimo, non so cosa fare ed apro un libro:
“Nathalie: Anche se adesso vi sembro un pò rincoglionita,vi dico che alla fine neanch’io ci sono mai cascata, anche quando mi è costato tanto. Certe notti mi sono svegliata col cuore che batteva a mille, tutta sudata, certe volte mi sono venuti dei sudori freddi, all’improvviso, in mezzo alla folla.
E cosa avevi? (Annette)
Cosa avevo, mica ero malata, mica era una cosa da curare, quello ho capito che era un segnale, come qualcosa che ululava dalla profondità della mia vita.
Che ululava dalla profondità della tua vita?Questa me la segno.
Sì, prendimi per il culo ma è così.
Cosa ti ululava?
E’ come un richiamo, io lo vedo così, mi dice quando rischio di cadere in trappola, quando quello che mi succede non fa per me. Mi dice quando qualcuno mi sta spingendo a essere un’altra cosa, qualcosa che non sono. Allora so che è arrivato il momento di salvarmi. Devo farmi forza e tirarmi fuori da lì,”
chiudo il libro e penso a quella volta in treno, mentre piangevo e guardavo il paesaggio scorrere…due anni fa…treno diverso, stessa sensazione, e mi dico domani recupero quella piccola cosa e vedo se ancora mi appartiene…
“trattieni le lacrime, non è il momento/il treno corre veloce e non puoi scendere/piano comincia a guardarti dentro/hai paura/non è uno dei tuoi tanti personaggi, ma sei tu/quella vera…
non puoi scendere/è troppo tardi/non c’è nulla di cui soffrire/ti basta solo un salto, ma vuoi continuare a godere del tuo viaggio/coraggio, scendi, il treno è fermo/ è la tua meta, è ciò che volevi raggiungere/non puoi risalire sul treno…
non è così che si vive/accettati/ sei così
accetta ciò che dicono di te/guardati dentro/ se solo tu”
Questo post mi sconvolge… mi ricorda un episodo della mia vita e un viaggio in treno in cui ho discusso con me stessa per tentare di comprendere ciò che mi stava accadendo… ho percepito ogni parola di questo post sulla mia pelle… vibrante…. mi rivedo su quel treno… a cercare la combinazione giusta o forse solo una giusta collocazione agli episodi che si susseguivano fuori dal finestrino e dentro di me…
a volte si teme e si fugge… a volte è più opportuno cercare di comprendere quando è il momento di scendere o salire su quel treno…
Io non scappo più… ma nemmeno interferisco con i fatti che mi vedono distante mille miglia dalla stazione di partenza… resto accucciata in un cantuccio su quel treno e aspetto di giungere alla mèta… qualunque essa sia…