gente che passeggia

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un giorno ed un posto qualunque

vi scrivo dalla landa desolata…è così che chiamavano la mia terra i miei amici cittadini…la landa desolata che tutti lasciano ed in cui tutti dicono di voler tornare ma che non cambierebbero per nulla al mondo con le loro città piene di posti giusti, di contatti, di eventi culturali e di vita vera…

questa volta sono io a rimanere nella landa desolata…

mia madre dice che è così la vita…che devo pensare a costruire la mia di vita senza pensare troppo a chi c’è o chi non c’è accanto a me…

dicono che nelle piccole città è più facile perchè ci si conosce tutti…

dicono che è più facile perchè puoi raggiungere tutto più facilmente…

io dico solo che pensavo fosse più facile, che pensavo fosse tutto più raggiungibile…invece giorno dopo giorno mi ritrovo a riflettere sul senso da dare alle mie giornate…al perchè mi ritrovo a passare le mie 10 ore quotidiane a lavoro e sul perchè continuo a dirmi che vorrei guadagnare di più quando non avrei nè il tempo nè la forza per spendere i miei soldi…

3 Commenti »

  unnamed wrote @

..ogni minuto libero che dedico a questi scritti -leggendo sempre in modo casuale- scopro un pezzetto di mondo nuovo, estraneo -e’ il tuo non il mio- eppure cosi’ familiare, a volte intimamente legato al mio.
per alcuni dei tuoi interrogativi ho trovato le risposte dopo anni di ricerca e di sforzi, ma forse sono state le difficolta’ che danno spessore a cio’ che ho conquistato.
benche’ con la mamma non si discuta mai :) non posso esimermi dal dare ragione a te: molte delle conquiste piu’ importanti sono state compiute “salendo sulle spalle di Grandi” che prima di noi hanno dedicato tempo ed energia alla Ricerca.
l’indipendenza da chi ti circonda certamente e’ un vantaggio, ma in alcuni momenti e’ una spalla amica cio’ che fa la differenza: sia essa necessaria per piangerci o per lanciarsi un po’ di piu’ su, verso il cielo..

  promeneurs wrote @

ci sono momenti in cui un amico è tutto. anche solo per telefono, ti abbraccia e ti accarezza e capisci che le sensazioni che provi non sono solo le tue…condividi, ti senti capita, amata, importante. come mi suggerisci anche tu, lui/lei ti prende per mano mentre tu voli via verso il cielo (chagall- la promenade)…
ci sono invece dei momenti in cui non riesci neanche a parlargli. magari è davanti a te, è il tuo migliore amico, lo guardi e sai che a lui potresti dire tutto ciò che provi. ci provi ma hai paura di ripeterti, di annoiare, di non essere ascoltato (e sai che non riusciresti a sopportare quest’ultima cosa). l’inquietudine è così forte che preferisci rimanere in silenzio. e ti perdi dentro te stesso.
ecco questo è ciò che mi capita… ;) ciao unnamed!

  unnamed wrote @

nei momenti in cui ci sentiamo deboli, scoraggiati, in cui e’ necessaria una battuta o chiaccherare spensieratamente, restare in silenzio ad ascoltare il mare o fissare l’orizzonte, in qualche modo un amico c’e’. a volte sentiamo di non avere la forza di vincere la vergogna del sentirci cosi’ poco felici rispetto a quanto vorremmo, a quanto tutto cio’ che ci circonda sembra pretendere. il timore di essere giudicati ripetitivi, noiosi, l’eventualita’ imbarazzante dell’essere ignorati sono sensazioni temibili che rendono ancora piu’ oscuri i pensieri che ci continuano ad opprimere..
ma un amico, uno vero c’e’ sempre, in qualche modo c’e': anche se a volte puo’ solo portarci in un posto isolato ed esortarci ad urlare con rabbia contro il vento o trattenerci -quasi costringerci- a narrare storie e vicende a tarda notte: mai dare per scontato cio’ che puo’ pensare (a maggior ragione se i nostri pensieri sono affollati da preoccupazioni e paure).
tutto trova la propria strada spesso in modi che spesso non ci immagineremmo.


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